The Consciousness of Healing

by Flavio Burgarella Medical Doctor - Therapeutic Meditation Advocate

Visualizzare: le immagini mentali e l'intenzione

Durante una seduta di meditazione terapeutica io posso visualizzare il mio paziente sdraiato sul lettino accanto a me e immaginare me stesso mentre appoggio la mia mano sul suo braccio, stabilendo così una relazione ai fini della guarigione.

 Ma che cosa sono le immagini mentali?
Sono la mente che pensa per rappresentazioni visive.
Vi sono diversi modi per pensare e la  forma per noi più comune è seguire il pensiero logico.
Vi sono però altre forme di pensiero, come l ‘intuizione, che non è basata sulla logica ma su una inaspettata rivelazione riguardo un problema a cui non riuscivamo a dare una risposta.
Come l’ intuizione, anche le immagini mentali sono una forma di pensiero non basata sulla logica; rappresentano la forma di pensiero che noi utilizziamo per stabilire un contatto con la nostra realtà soggettiva interiore. Il linguaggio delle immagini che noi conosciamo meglio è il sogno notturno.
Per avere la consapevolezza del linguaggio delle immagini durante lo stato di veglia è sufficiente concentrare la nostra attenzione sulle immagini da noi create.
Con l’immagine mentale si crea una forma mentale, che è di per se stessa reale, ha cioè tutte le caratteristiche di qualsiasi evento, cosa o situazione che potremmo vedere o vivere nella realtà quotidiana in stato di veglia.

La differenza con gli oggetti percepiti con i sensi è che le immagini mentali non hanno volume e dimensioni, hanno però energia.
Le immagini mentali sono reali come reali sono le emozioni che proviamo.
Ciò che creiamo immaginando è una realtà soggettiva, ma è comunque una realtà, con il potere di influenzare il nostro corpo.
La raffigurazione mentale della immagini è collegata direttamente e in modo determinante con la intenzione, cioè con quella funzione mentale che guida la nostra attenzione e le nostre azioni. L’intenzione è l’ espressione attiva di ciò che desideriamo  conseguire.
E’ l’intenzione che guida il nostro operare.
Quando visualizziamo, eseguiamo cioè una immaginazione, iniziamo sempre determinando con chiarezza la nostra intenzione, cioè ciò che vogliamo ottenere.
Se desideriamo la guarigione utilizzando le immagini mentali, prima di iniziare, dobbiamo dire a noi stessi la nostra intenzione: ciò che facciamo e per guarire quella persona, l’organo ammalato di quella persona.
L’intenzione dipende dalla volontà che può essere definita “l’impulso di forza vitale” che ci permette di fare delle scelte.
Ogni azione che compiamo nella giornata è un atto di volontà.
Quando impartiamo alla nostra volontà, all’impulso di forza vitale che è dentro di noi, una direzione, allora manifestiamo una intenzione.
L’intenzione è una volontà guidata ed è il fattore essenziale per ogni processo di guarigione attivato tramite la visualizzazione.
L’emisfero destro sembra essere sede della visualizzazione oltre che sede dell’intuito.
Dare sfogo alla fantasia visualizzando ci permette di uscire da schemi rigidi seguendo il flusso ininterrotto del mutamento, adeguandoci alla natura mutevole delle cose.

Ma come può un’attività immaginativa, cioè non materiale, modificare la materia del nostro corpo? Dobbiamo considerare il particolare  rapporto  tra mente e corpo per comprendere il processo immaginativo.

La chiave del processo di visualizzazione  è basata sui rapporti esistenti tra emozione, sensazione e immagine.

Emozione significa “moto da“,  vale a dire movimento, come noi ci muoviamo nella vita.
A volte tali movimenti interiori possono essere degli stati emotivi interni, come la tristezza o la felicità, sentimenti che durano nel tempo.
Altre volte le emozioni assumono la forma di reazioni esterne, improvvise, come uno scatto d’ira.

Le emozioni sono intimamente correlate con le immagini e ogni emozione può evocare una immagine.

Se siamo felici e ci viene chiesto di vedere un’immagine relativa alla nostra felicità, la nostra mente si  collega ad un’immagine particolare, unica, la nostra immagine di felicità.
La immagine che evochiamo è la forma visiva dei nostri sentimenti.
Un sentimento è associato a determinate sensazioni fisiche.

Se sono inquieto avverto un senso di agitazione,  se sono felice un senso di leggerezza, se ho un attacco d’ira avverto un senso di oppressione.

Come un sentimento è associato a reazioni fisiche, così avviene anche visualizzando un’immagine.

Immaginare evoca sensazioni fisiche.
Con la visualizzazione utilizziamo le immagini per modificare le nostre emozioni o le nostre sensazioni; utilizziamo le immagini per modificare la nostra esperienza.

Se lavoriamo con le nostre immagini e le cambiamo, simultaneamente  modifichiamo le sensazioni che le accompagnano.

Quando l’immagine cambia, altrettanto avviene per l’emozione e così pure per la sensazione.

Cambiando  la sensazione noi modifichiamo la nostra esperienza; nella guarigione questa modificazione deve essere volta al benessere fisico e mentale.