The Consciousness of Healing

by Flavio Burgarella Medical Doctor - Therapeutic Meditation Advocate

Meditazione Terapeutica - Razionale e Linee di Ricerca

La meditazione terapeutica è una particolare meditazione sviluppata per portare calma ed equilibrio al paziente attraverso la consapevolezza, la compassione e la compartecipazione. Per “equilibrio” intendo sia l’equilibrio psicologico, libero da paure ed inquietudini, che l’equilibrio fisico con la conquista di un migliore stato di salute. Nella meditazione terapeutica vogliamo anche conseguire l’equilibrio dei chakra, cioè dei centri energetici, psicofisici, del nostro organismo. Scopo della meditazione terapeutica è propiziare, attraverso il raggiungimento di questi equilibri, la guarigione.

Come cardiologo ogni giorno curo malati, applico le conoscenze di una scienza, la medicina, prescrivo trattamenti fisici o fisioterapici, somministro farmaci, faccio sì che il paziente possa contrastare la malattia così da riacquistare la salute. Sappiamo però che un antibiotico ad esempio cura l’infezione, ma per guarire il paziente deve metterci del suo, deve favorire la naturale tendenza del corpo a ritornare in salute. Se questo non succede l’individuo può non guarire.

imgLa guarigione, quel processo che potenzia la cura e modifica le condizioni che hanno portato alla malattia, è misteriosa. Sappiamo che guariamo da un raffreddore o da un’altra malattia virale spontaneamente; sappiamo però che se rispettiamo determinate condizioni quali il riposo, un ambiente caldo e una corretta alimentazione guariamo in modo più veloce e stabile.  Ciò avviene verosimilmente per una miglior risposta immunitaria mediata dall’ambiente, che può essere di per sé un ambiente di guarigione, un ambiente dove la guarigione avviene.

Se noi consideriamo un continuum il processo di cura e guarigione e abbiamo da un lato la medicina allopatica, dall’altro lato potremmo mettere la medicina della coscienza, quella che già si svolgeva agli albori della convivenza, nelle società costituite dove il medico e lo sciamano erano in realtà la stessa persona.

Cioè una persona che, volendo il Bene del malato che a lui si era rivolto, cercava di trovare dove possibile un rimedio. L’uomo da sempre ha cercato aiuto in forze a lui superiori che potevano dargli sostegno ed era conseguentemente ovvio cercarle in uno stato di coscienza, dove più facile era l’incontro con “gli spiriti buoni”. E ciò poteva avvenire in quella che potremo definire ”coscienza non ordinaria”, ottenuta ad esempio con la privazione del sonno e del cibo, con l’isolamento prolungato, con l’uso di ritmi incessanti di tamburi o con la assunzione di erbe allucinogene. Era in questa coscienza non ordinaria che si poteva ricevere un qualche “suggerimento” da dare al malato per favorire la sua guarigione.

La medicina della coscienza ha poi continuato ad essere operativa nei secoli successivi, con diverse forme e diverse interpretazioni, sotto le spoglie di guarigioni miracolose operata dai santi, per poi arrivare ai giorni nostri e approdare alle metodiche psicologiche e psicoanalitiche di supporto ai farmaci. Si sono così poste le basi per ciò che sempre più in futuro dovrà essere compito del medico, cioè l’apertura alla dimensione spirituale, di cui la meditazione e la preghiera sono dei capisaldi. In questo contesto la meditazione terapeutica rappresenta un metodo che tenta di conciliare le antiche tradizioni spirituali del passato con le recenti scoperte della fisica dei quanti e delle neuroscienze cognitive.

Al fine di poter offrire infatti un’ulteriore strumento che possa favorire la guarigione ho proposto la meditazione terapeutica, pratica meditativa che tutti possono imparare e che, inducendo calma ed equilibrio, può modificare tendenze potenzialmente negative nel paziente, sollecitate dalla malattia e tali da poter perpetuare la malattia stessa, creando circoli viziosi dai quali è difficile uscirne. La meditazione terapeutica vuole propiziare il processo di guarigione; anche quando la malattia è incurabile può essere di supporto, portando ad una più serena accettazione della stessa.

La meditazione terapeutica è una tecnica di meditazione finalizzata a raggiungere uno stato di coscienza  in cui l’intenzione può propiziare la guarigione. E’ questo un terreno di ricerca, che ha preso spunto da lavori pubblicati in diversi campi della scienza, che spaziano dalla fisica alle scienze biologiche e alla medicina.

La coscienza può essere intesa come esperienza dell’esistenza. Può essere riferita alla esperienza della esistenza del corpo, della mente, dei pensieri e delle emozioni. Si può però esperire anche il senso di unione, di essere una parte del tutto, di essere una sola cosa con l’universo che ti circonda e così si può prendere coscienza di appartenere, o meglio di esistere, come Coscienza Universale, la quale può aprire le porte al mistero della guarigione.

Nella meditazione terapeutica chi medita esercita una pratica che gli consente, attraverso l’esperienza del momento presente e la sua accettazione acritica, senza alcun giudizio, di portarsi ad un elevato stato di consapevolezza, in cui la volontà e l’intenzione sono quelle di guarire.

Una delle conseguenze dell’allenamento a questa pratica meditativa è lo sviluppo della compassione, della naturale compartecipazione alla sofferenza del paziente. Avere esperienza meditativa, vivere cioè il momento presente porta inoltre ad uno stato di coscienza che di per sé aiuta ad eliminare stati di tensione emotiva capaci di indurre o mantenere la malattia. Anche il concetto di “impermanenza”, di non attaccamento, si sviluppa in coloro che hanno fatto esperienza con questa pratica.
La meditazione terapeutica inizia come un metodo ed è attraverso l’applicazione e la pratica di questo metodo di meditazione che si può giungere ad un più elevato livello di coscienza che trascende la coscienza ordinaria.

Si possono così nel tempo percepire, ad esempio, i vortici di energia chiamati Chakra, disposti a vari livelli del corpo che rappresentano nella cultura orientale, dal sacro alla volta cranica, il sistema energetico umano.

I chakra sono ben noti nella medicina orientale, meno nella medicina occidentale che non ha ancora identificato e misurato questa forma di energia. Dopo aver percepito con la pratica i Chakra, può essere in seguito posta l’intenzione di equilibrarli (cosa che si può ottenere anche praticando il Reiki), cioè di favorire un flusso ottimale di energia che si rifletta positivamente sul nostro stato di salute.

I chakra sono stati studiati da migliaia di anni, ma nello stato di coscienza ordinaria non possiamo avvertirli. Solo ad un più elevato livello di coscienza è possibile ciò. E’ questo uno stato di coscienza scoperto dai mistici e dai maestri di antiche tradizioni spirituali già molti secoli or sono, in cui la coscienza del singolo scopre la sua natura olografica, quella cioè di essere parte di un tutto, e di rappresentare, su scala ridotta, ma in tutto e per tutto riproponibile, la Coscienza Universale.

E’ in questo modo che la coscienza di chi pratica la meditazione terapeutica diventa strumento di guarigione quando è associata alla intenzione di guarire, perché la Coscienza Universale (che potremmo chiamare “Spirito”, seguendo le antiche tradizioni spirituali oppure “In-Formazioni presenti nel vuoto quantico” seguendo gli attuali sviluppi della fisica dei quanti) che ripeto su scala ridotta è olograficamente rappresentata in ogni uomo, mantenendone in questo modo tutte le caratteristiche potenziali, ha di per sé potere di guarigione.

Capiremo meglio questi concetti quando svilupperemo la conoscenza del Sat Nam Rasayan.