The Consciousness of Healing

by Flavio Burgarella Medical Doctor - Therapeutic Meditation Advocate

Il Prana e i Chakra

Il Chi Kong Medico, di origine cinese, il Prana Healing di origine indiana di master Choa Kok Sui e il Chios Healing di Sthephen H. Barret ci hanno insegnato tutte la stessa cosa. Esiste nell’universo l’energia vitale, il prana, che portiamo dentro di noi con gli atti del respiro. Questa energia si organizza poi in canali energetici che percorrono il nostro corpo definiti meridiani e costituisce dei centri o vortici di energia chiamati chakra.
Possiamo definire i chakra, seguendo queste antiche correnti di pensiero, come “centri psicofisici” nei quali il prana, l’energia universale, viene trasformato in energia individuale, in energia vitale. E’ questa energia che ci permette di vivere, di manifestare la nostra attività a livello fisico, emotivo e mentale. E’ in questi centri che avviene la conversione dell’energia cosmica in energia fisica, cioè in pensieri, emozioni e sentimenti. In sanscrito chakra significa “ruota”, vortice, simbolo del movimento, di ciò che può divenire trasformandosi. Quando i chakra sono in equilibrio, il flusso di energia attraverso di essi è fluido e l’individuo è in uno stato di benessere psicofisico.

Quando l’energia ha difficoltà a fluire attraverso di essi si possono creare dei problemi a livello di salute. Ad esempio in uno stato di “chakra chiusi” la persona stessa è chiusa, isolata, non riesce a far fluire dentro sé l’energia vitale che lo sostiene e non può sentirsi bene. “Aprire i chakra“ può quindi aiutare il paziente, attraverso il ripristino del flusso di energia vitale, ad avere pensieri, emozioni, sentimenti consoni alla ripresa di un migliore stato di salute, a sentirsi meglio.
I chakra, centri energetici che convogliano sensazioni psicofisiche, (i pensieri, le emozioni e i sentimenti prima ricordati) possono essere percepiti da coloro i quali hanno esperito la capacità di percepire questa forma di energia.
Le stesse persone possono di conseguenza agire su di essi, ad esempio “aprendoli” se si percepisce la sensazione che siano chiusi. Nel corso di migliaia di anni di questa ”percezione di energia” è stato possibile costruire una mappatura dei centri energetici, che ne comprende diversi e variamente dislocati. La mappatura più utilizzata si riferisce ai sette chakra principali, posti lungo la colonna vertebrale, dal basso verso l’alto, interpretabili come stazioni dove transita il flusso di energia.
A ogni stazione è correlata una attività psicofisica particolare, che caratterizza così il chakra stesso. La medicina orientale ha dato dei colori a queste stazioni in modo da renderle facilmente individuabili. A secondo della loro collocazione lungo la colonna vertebrale è stato poi stabilito come essi abbiamo un’area abbastanza circoscritta di influenza, sia in termini fisici, quali organi e apparati del corpo umano, sia in termini psichici, relativa cioè a sentimenti ed emozioni.

Lo studio dei Chakra ci aiuta a capire meglio il concetto di “introdurre un’intenzione” nel processo di guarigione della meditazione terapeutica.

La sede del primo chakra, del primo centro energetico dove scorre l’energia vitale, viene indicata a livello della base della spina dorsale, nella zona del perineo e del coccige. Viene raffigurato di colore rosso scuro. Quando l’energia scorre qui in modo equilibrato ci sentiamo sicuri, capaci di vivere la vita e di assicurarci l’approvvigionamento di quanto ci necessita. Un primo chakra non in equilibrio ci fa sentire in pericolo, causandoci angoscia, a cui possiamo rispondere con fenomeni depressivi o con espressioni di egoismo.
Il primo chakra, posto a livello del plesso sacrale, preside il controllo fisico del sistema osseo e della nutrizione. Qualora un paziente presentasse patologie al riguardo, (tra la patologie ossee ricordiamo anche quelle articolari e tra le patologie della nutrizione l’obesità, l’inappetenza e il dimagramento) oltre alle cure usuali della medicina allopatica, potrebbe essere utile riequilibrare questo chakra per ottenere miglioramenti clinici in modo più rapido.

La sede del secondo chakra viene indicata poco sopra, sempre lungo la spina dorsale, a livello degli organi genitali. Viene raffigurato di colore arancione. Quando l’energia scorre in modo equilibrato i nostri desideri sono motivati alla ricerca del piacere, sia del corpo che dello spirito, la sessualità è una equilibrata espressione di amore, di affetto, di spinta alla riproduzione.
Un secondo chakra non in equilibrio dal punto di vista emotivo ci porterà alla scarsa capacità di esprimere le emozioni, a stati d’ansia, a frustrazioni, a disturbi della libido come impotenza o frigidità. Il secondo chakra, posto a livello del plesso pelvico, presiede il controllo dell’apparato genito-urinario, cioè dell’utero, dei genitali, dei reni e della vescica. Qualora un paziente presenti una patologia agli organi ricordati, oltre alle cure usuali, potrebbe risultare utile riequilibrare il chakra.

La sede del terzo chakra viene indicata, sempre lungo la colonna vertebrale, a livello dell’ombelico. Viene raffigurato di colore giallo. Quando l’energia scorre in modo equilibrato abbiamo un soddisfacente senso di identità e della nostra posizione nella società. Sappiamo utilizzare la volontà per portare al cambiamento desiderato, per poter costruire un mondo migliore. Abbiamo cioè la capacità di porci degli obiettivi e di raggiungerli con una forte motivazione; abbiamo fiducia in noi stessi e la capacità di ispirare gli altri. Un terzo chakra non in equilibrio dal punto di vista emotivo ci darà insicurezza, perdita di autostima, una volontà debole, l’incapacità di crearsi un proprio spazio propositivo nella società o, per contro, al desiderio di prevaricare gli altri per affermare se stessi.
Il terzo chakra, posto a livello del plesso solare, presiede il controllo dell’apparato digerente e degli organi addominali tra cui ricordiamo il fegato, il pancreas e le ghiandole surrenali. Anche il metabolismo è controllato da questo chakra.
Qualora una malattia fisica interessi uno degli organi ricordati, tra cui ricordiamo come patologia frequente il diabete, oltre alle cure usuali della medicina allopatica, è opportuno riequilibrare il terzo chakra.

La sede del quarto chakra viene indicata, sempre lungo la colonna vertebrale dove risale l’energia vitale, a livello del cuore. Viene raffigurato di colore verde. Quando l’energia scorre in modo equilibrato i rapporti interpersonali sono proficui, si ha il piacere di dare, siamo creativi, abbiamo dentro di noi il sentimento della compassione. Un quarto chakra non in equilibrio dal punto di vista emotivo ci porterà all’insensibilità verso i sentimenti delle altre persone ed a una difficoltà di esprimere e di condividere con altri le nostre emozioni. Il quarto chakra, posto a livello del plesso cardiaco, al centro del torace, presiede il controllo del cuore e dei polmoni. Qualora una patologia interessi gli organi ricordati, oltre alle normali cure mediche, è opportuno riequilibrare il quarto chakra. Equilibrare questo elemento è anche un modo di trattare il dolore.

La sede del quinto chakra viene indicata sempre lungo la colonna vertebrale a livello della gola. Viene raffigurato di colore azzurro. Quando l’energia vi scorre in modo equilibrato abbiamo facilità a comunicare le nostre esigenze, abbiamo un buon controllo di noi stessi, le distrazioni della vita non rappresentano un problema e si è capaci di controllare le emozioni. L’equilibrio del quinto chakra ci porta alla ricerca della verità più alta, oltre i condizionamenti culturali e i limiti sensoriali. Un quinto chakra non in equilibrio condizionerà un attaccamento a scarsi valori, un’incapacità a controllare le proprie emozioni, una difficoltà nel comunicare agli altri le nostre esigenze.
Il quinto chakra, posto nell’ area della gola, presiede il controllo dell’apparato respiratorio e degli organi fisici che in questa zona corporea sono localizzati. Qualora una patologia interessi gli organi posizionati nell’area della gola, oltre all’utilizzo dei metodi di diagnosi e cura usuali, è bene riequilibrare il quinto chakra.

La sede del sesto chakra è al di sopra della colonna vertebrale, è posto a livello della fronte, a livello centrale, tra le sopracciglia. E’ di colore indaco e viene anche chiamato “Terzo Occhio”.
In sanscrito prende il nome di “ajna” che significa percepire. In questo chakra l’energia vitale diviene pensiero, volontà cosciente e in esso si generano la nostra rappresentazione della realtà e le nostre abitudini mentali.
Quando l’energia vi scorre in modo equilibrato si sviluppano buone capacità intellettuali e psichiche, si ha una buona capacità di immaginare e di percepire. Si è intuitivi, bravi pianificatori, positivamente visionari.
E’ attraverso questo chakra che durante la meditazione terapeutica possiamo raggiungere uno stato di pura consapevolezza che ci porta ad uno stato elevato di coscienza e da qui alla Coscienza Trascendente di Guarigione.
Un sesto chakra non in equilibrio condizionerà difficoltà alla concentrazione, appannamento intellettuale, incubi.
Il sesto chakra si trova nell’area delle ipofisi e presiede il controllo, in associazione al settimo chakra, del cervello, del sistema nervoso e degli organi di senso deputati alla vista e all’udito. Qualora una patologia interessi gli organi interessati, compresa l’emicrania, oltre alla terapia farmacologica, può essere utile equilibrare il sesto chakra.

La sede del settimo chakra viene indicata alla sommità del capo: è anche conosciuto come chakra della corona. E’ di colore viola. Questo chakra più che essere rappresentato da una ruota è un canale che mette in comunicazione la nostra energia vitale con la energia universale. E’ il canale della comunicazione con stati elevati di coscienza che ci connettono al divino. Quando l’energia vi scorre in modo equilibrato si vive in uno stato di conoscenza e di giusta comprensione della realtà. Un settimo chakra non in equilibrio porterà confusione, restrizione mentale, non lucidità, disturbi mentali. In associazione al sesto chakra controlla il cervello e in particolar modo è relazionato alla corteccia cerebrale.