The Consciousness of Healing

by Flavio Burgarella Medical Doctor - Therapeutic Meditation Advocate

Meditazione per l'ammalato

Lo scopo della meditazione per l’ ammalato è la richiesta che lui possa avere pace e tranquillità per affrontare e possibilmente risolvere la sua malattia. Simile richiesta potrebbe essere ottenuta attraverso la preghiera.

Lo svolgimento della meditazione per l’ ammalato potrebbe essere così rappresentato.

1) Raccogliti nella posizione di meditazione, su una sedia vicino al letto in cui è sdraiato l’ammalato. La meditazione può essere fatta comunque in un altro luogo; è infatti sufficiente raccogliendosi in posizione seduta, in un luogo tranquillo, anche lontano da letto del paziente se fosse ricoverato in ospedale.
E’ opportuno, ma non necessario, che il paziente sappia che si è raccolti in meditazione per la sua salute.

2) Dopo esserti raccolto nella posizione seduta ricordata, con le mani al grembo, una sull’altra, i pollici rivolti in avanti, gli occhi chiusi, la testa eretta con il mento leggermente in dentro e le spalle aperte, pratica, ripetendola per tre volte, un’inspirazione prolungata, trattenendo per due tre secondi il respiro al termine della stessa, per poi eseguire un’ espirazione prolungata. A seguire due atti respiratori (inspirazione, espirazione) tranquilli.

3) Recita mentalmente l’ “Ave Maria” così come scritta sull’immaginetta della Madonna degli Ulivi: 

Ave o Maria
bella nei tuoi colori
apri il manto
e accoglimi in preghiera,
dammi la grazia
di crescere nello spirito
fammi prendere i meriti
di stare sempre con te,
lontano dal peccato su questa terra
nella tua luce in paradiso.

4) Rilassa gradualmente e progressivamente i muscoli della testa, della nuca, del collo, della fronte, rilassa le palpebre, i muscoli della mascella e della mandibola; ora rilassa i muscoli delle spalle, delle braccia e delle mani, sino alla punta delle dita. Rivolgiti mentalmente e rilassa i muscoli del dorso, i muscoli posti lungo la colonna vertebrale e poi rilassa anteriormente i muscoli pettorali a livello del torace e i muscoli addominali Per ultimo è bene rilassare i muscoli del sacro, i glutei, i muscoli delle gambe, dei polpacci, i muscoli dei piedi.

5) In questa posizione così rilassata ti senti pesante, come se fosse aumentata la forza di gravità che ti trattiene in contatto con la sedia.

6) Concentrati ora sul momento presente, con tutto ciò che ti passa per la mente, così che tu possa prenderne consapevolezza e accettarlo senza giudicarlo, senza porre giudizi. Qualsiasi fastidio muscolare tu possa avvertire, qualsiasi pensiero, rumore, odore, qualsiasi immagine ti si sia presentata nella mente è il tuo vissuto del momento presente. Non è né buono, né cattivo, è e basta e devi accettarlo come tale, accoglierlo nella tua consapevolezza, la quale così facendo, gradualmente, si allarga. In questo modo tu diventi sempre più consapevole di ciò che in quel momento accade e sempre più acquisti la capacità di accettarlo, senza giudicare.

7) Permani in questo stato di coscienza tutto il tempo che vuoi, cercando di stabilizzarlo, in modo che nessuna distrazione possa disturbare la tua meditazione.

Qualsiasi elemento ulteriore di possibile distrazione, qualsiasi pensiero, tensione muscolare o immagine ti passa ora per la mente accettala senza giudicare e questa si scioglierà come neve al sole. In questo modo stai abbandonando l’Ego.

8) Rivolgi ora il tuo sguardo dentro te stesso, cercando di trovare il tuo Sé, la parte buona che c’è in te. Per far ciò, sempre ad occhi chiusi, rivolgi il tuo sguardo all’ indietro cercando di focalizzare un punto in mezzo alla testa, giusto dietro l’ area posta tra gli occhi e il naso.

9) Permetti in questo momento che avvengano dei movimenti oscillatori del capo … è il tuo Sé che si libera da te e si porta in alto, sempre più su, nell’universo, per entrare in relazione col divino.

10) Sempre accettando questa oscillazione permetti ora al tuo Sé di scendere, visualizzando il malato nel suo letto ed entrando così in relazione con lui. Permetti che cessino i movimenti oscillatori del capo. Accetta ora la sensazione di distanza tra te e il paziente, accetta qualsiasi sensazione apparirà ora nella tua consapevolezza; accettala anche in questa circostanza senza giudicare.

11) Rimani in questo stato di coscienza, di relazione tra il tuo Sé e il Sé dell’ammalato per il tempo che desideri.

12) Recita mentalmente il ”Padre di tutti noi “che appare nella immaginetta della Madonna degli Ulivi:

Padre di tutti noi
senza distinzione di pelle e devozione,
metti le mani sul nostro capo,
facci sentire il tuo calore arrivare al cuore,
piegaci le gambe e mettici in ginocchio
sotto la croce di tuo figlio Gesù.
Che possiamo pregarlo alla sua ultima cena
e domandare a Te tutto il bene che un padre può dare.
 

13) In questo stato di coscienza poni ora l’intenzione che l’ammalato possa avere pace e tranquillità, così che possa propiziare il suo processo di guarigione.
L’intenzione deve essere rapida, non insistente, un breve movimento di pensiero.

14) Accetta ora tutte le sensazioni, pensieri, fastidi, tensioni muscolari che compaiono a questo punto della tua consapevolezza in relazione al paziente, dopo aver posto la intenzione di guarigione. Accetta senza giudicare e amplia la tua consapevolezza, stabilizzandola.

15) Rimani in questo stato di coscienza il tempo che credi, poi, lentamente, apri gli occhi e sorridi all’ ammalato, rassicurandolo così con la tua presenza, che come abbiamo detto in precedenza, può anche essere non fisica. Rassicuralo che non è più solo ad affrontare la malattia.