The Consciousness of Healing

by Flavio Burgarella Medical Doctor - Therapeutic Meditation Advocate

Consapevolezza, Neutralità e volontà di Guarire:
L'Arte del Sat Nam Rasayan

Il Sat Nam Rasayan è una pratica spirituale della religione Sikh che risale a più di quattrocento anni fa. La traduzione dal sanscrito di Sat Nam Rasayan è “ringiovanire attraverso la consapevolezza della natura divina dell’ essere “.

Con la pratica si può arrivare ad uno spazio virtuale all’interno della coscienza, a cui si accede liberandosi dai condizionamenti, dalle credenze e dal giudizio su di sé e sugli altri.

Il Sat Nam Rasayan non si basa su un corpo dottrinale di conoscenze ma sull’unica verità, semplice e universale, che l‘unica cosa che si può davvero conoscere è il momento presente. Praticando il Sat Nam Rasayan si impara ad annullare la distanza tra chi percepisce e l’oggetto della percezione (imparare ad avere l’esperienza della percezione nell’oggetto). La pratica si svolge accettando nello spazio neutrale della coscienza e non giudicando, (né buono, né cattivo, semplicemente è) tutto ciò di cui in quel momento abbiamo esperienza: sensazioni corporali, pensieri, emozioni.

Una volta raggiunto questo stato di coscienza si può entrare in relazione con un persona che non ha un buon stato di salute e la volontà di guarirla può propiziare fenomeni di guarigione.

Nel Sat Nam Rasayan è presente la compenetrazione tra l’aspetto fisico della guarigione e quello spirituale della meditazione. La pratica tende a ridurre al silenzio l’ego, liberando il vero sé, un singolo punto di coscienza che può essere raggiunto con la consapevolezza del momento presente. In questo momento il terapeuta, che possiamo chiamare guaritore, ha la capacità di trascendere la coscienza ordinaria mentre diventa consapevole della coscienza nell’evento e con un semplice, quanto rapido, movimento di coscienza, rappresentato dalla intenzione, dalla volontà di guarire, può propiziare la guarigione.

Non si può guarire però se non si è capaci di amare, di aver acquisto con la pratica la capacità di accettare ciò che è così come è, senza porre alcuna resistenza al processo. Se siamo capaci di accettare in noi le sensazioni che emergono quando entriamo in relazione con un’ altra persona, senza tener conto dei nostri sentimenti personali o del modo in cui quella persona ci si presenta, allora la relazione con essa può essere di amore e non di giudizio. Praticando questa qualità di amore, essa diventerà parte integrante della nostra capacità di guarigione. Nello stesso modo si può sviluppare l’intuizione, la consapevolezza e la compassione. Tutte queste qualità prendono corpo quando si è capaci di permettere l’ esperienza del momento presente. E’ l’amore, qualità dell’ accettazione incondizionata, che permette la trascendenza, cioè che la coscienza sia in grado di generare il cambiamento, che l’intenzione possa modificare l’evento in cui ci identifichiamo con la nostra percezione addestrata dalla pratica. Saper accettare le tensioni che si avvertono quando si entra in relazione in questo modo con il paziente e saperle risolverle, durante la seduta di guarigione, accettandole, significa rimuovere blocchi, tensioni, e condizionamenti che ne impedivano il miglioramento clinico. Significa portare pace ed equilibrio, propiziare la guarigione. Quando siamo nella posizione di guaritore nel Sat Nam Rasayan  dobbiamo tener presente che chi guarisce è la coscienza, non la nostra coscienza, ma la coscienza in sé stessa.

La coscienza che si manifesta in noi è fondamentalmente la stessa coscienza che si manifesta nel paziente che stiamo trattando, al di là delle differenze superficiali e della illusione della separazione. Questa coscienza non è in alcun modo diversa dalla Coscienza Universale che esiste in ogni luogo, in tutte le cose e in tutti gli individui.

E’ questa che opera la guarigione.

Nel Sat Nam Rasayan noi entriamo in relazione con il paziente, accettiamo che le sensazioni che proviamo siano quelle che sono, senza porre giudizi, riconosciamo che, mentre le accettiamo, queste sensazioni cambiano e mentre cambiano la guarigione avviene.

Nel Sat Nam Rasayan non prescriviamo cure, non siamo guaritori che utilizzano le energie sottili comunemente intese, ma accediamo semplicemente ad uno “spazio” dove la guarigione avviene e noi siamo testimoni del fatto. Dobbiamo solo essere consapevoli e mantenere l’intenzione che la guarigione avvenga.

Nel Sat Nam Rasayan il nostro paziente è l’evento e noi possiamo sperimentare l’evento solo attraverso le sensazioni che il fatto di relazionarsi con lui provoca in noi stessi. Ogni paziente è un caso unico, le sensazioni che ci darà relazionandosi con lui sono uniche. Non possiamo conoscerle prima. L’unico modo che abbiamo per capire l’evento è attraverso le sensazioni che provoca in noi la relazione con lui.

Come possiamo relazionarci? Un modo semplice consiste nel porre la mano sul braccio del paziente, mentre egli si trova disteso, rilassato, sul lettino e chi pratica il Sat Nam Rasayan è seduto, accanto a lui, in meditazione.

Si avrà così la grande esperienza di accettare il paziente nella nostra consapevolezza, conosceremo lui attraverso di noi. Il solo lavoro che possiamo fare consiste nell’accettare l’effetto che fa su di noi la relazione con l’evento, cioè con il paziente stesso. Ogni sensazione che proveremo, intensa o leggera (e sono un’infinità), è ugualmente importante; riconoscendola e accettandola, avremo fatto un piccolo passo verso la guarigione. Il semplice gesto di mettere una mano sul braccio dice ad entrambi che siamo in relazione l’uno con l’altro.
Il rapporto può essere ottenuto in altro modo, ma questa è la posizione più naturale in chi pratica  il Sat Nam Rasyan. Durante la pratica la nostra mente deve essere neutrale; non dobbiamo concentrare la nostra intenzione su quella o l’altra sensazione. Tutte hanno la medesima importanza. La pratica di accettare le sensazioni che compaiono deve continuare per tutta la seduta che può durare da venti minuti  ad un’ora.

Quando nello spazio del Sat Nam Rasayan riusciamo ad accettare tutte le sensazioni, senza concentrarsi su nessuna di esse, qualsiasi intenzione si presenti alla nostra coscienza influisce sull’evento che stiamo trattando. L’intenzione base è la guarigione, possiamo però introdurre altre intenzioni, come ad esempio l’intenzione che il paziente sia rilassato e ciò produrrà come conseguenza l’effettivo rilassamento del paziente.
Un’altra intenzione produrrà un altro effetto.
Introdurre un’ intenzione nello spazio della relazione è un procedimento delicato.
Con la nostra voce interiore formuliamo l’intenzione in termini semplici. L’intenzione è un pensiero, un fine che non richiede nessuno sforzo o azione di alcun genere. Introdurre un’intenzione è  come soffiare su un tarassaco e vedere gli steli che si liberano, come batuffoli nell’aria.
Quando l’ intenzione è posta, deve essere mantenuta.

Se ad esempio “lanciamo“ l’intenzione che il primo chakra sia equilibrato, mantenendo l’intenzione permettiamo che emergano nella nostra consapevolezza nuove sensazioni; stabilizziamole accettandole senza giudicarle, continuando nel frattempo ad essere consapevoli di tutte le altre sensazioni.

Come è possibile che si possa propiziare la guarigione con la sola intenzione, che ciò accada senza aver compiuto nessun lavoro energetico, senza aver utilizzato una forza?
Come è possibile che ciò possa avvenire solo con la coscienza, che un movimento di coscienza, come un’intenzione crei l’effetto?
La risposta, secondo Subagh Singh Khalsa, (uno degli allievi di Yogi Bhajan, la persona che ha portato nel mondo occidentale la conoscenza di questa pratica) che vive in Florida e con il quale ho avuto contatti via email quando cercavo di apprendere la metodica, sta nella natura del tipo particolare di coscienza del Sat Nan Rasayan.
Quando entriamo nello spazio della guarigione il nostro punto di vista scivola via e con ciò l’illusione di possedere un centro intorno al quale ruota tutto il resto: possiamo allora sperimentare l’esistenza senza la barriera tra il sé e l’altro da sé, l’esperienza della non dualità.

Quando riusciamo a fare ciò le nostre impressioni sulle sensazioni diventano conoscenza diretta delle sensazioni. La conseguenza di ciò è fondamentale; senza un punto di vista non c’e separazione tra evento e coscienza dell’evento. La nostra coscienza e la coscienza dell’evento si fondono. L’una ha effetto sull’altra. Senza punto di vista non c’è motivo per cui non si possa modificare la coscienza dell’evento nello stesso semplice modo con cui noi possiamo modificare, volendolo, la nostra stessa coscienza.

E’ per questo che nel Sat Nam Rasayan l’intenzione di guarire produce un effetto sull’evento: è l’abbandono del nostro punto di vista che lo permette. Ciò comporta l’eliminazione della distinzione tra guaritore e paziente: entrare nella coscienza dell’esperienza in relazione con l’evento crea lo spazio in cui la coscienza può modificare l’esistenza.